lunedì 28 maggio 2007

Un uomo. Un mito. Piccolo e modesto omaggio a un giornalista che non è solo un giornalista.


Il cognome è tutto un programma. Già sembra preannunciare aria di tempesta ai politici corrotti, a quelli che rappresentano se stessi e fanno le le leggi come se si cucissero addosso il loro vestito: sta bene solo a loro. Insomma, parlo di bella gente, quella che non avrà tregua. Perchè lui è Travaglio, il loro soprattutto.
Ho scelto una foto che potesse meglio riassumere ciò chi è (giornalista-scrittore) e ciò che rappresenta.
Una voce fuori dal coro, ironico, beffardo, tagliente, a partire dal suo profilo; sguardo saccente.
In effetti ha la faccia da rompipalle, ma è un rompipalle adorabile e un guastafeste coi fiocchi.
Giulia, se leggerai questo post, capirai che l'ho fatto anche per te, una dei suoi ammiratori.
E ora ricorderai anche i miei discorsi...sulla scia del ricordo delle mie riflessioni fatte a voce alta in tua presenza, dirò:
ma in fondo che differenza fa se ha il doppio della mia età........?
Ridendo, ringrazio te e Travaglio.



See ya soon.

giovedì 17 maggio 2007

Che periodo...






Pieno di novità, sempre di corsa, post-it ovunque.
Non credevo che il 2007 sarebbe iniziato (anzi ormai siamo quasi alla metà....GIA'??!!) in modo così frenetico...
Per ora non entro nel particolare.
Ma sto provando la stessa sensazione di quando indossi un paio di scarpe nuove, che hai desiderato da un sacco di tempo, lontane nella vetrina, intoccabili e irraggiungibili.
Ora le metti. Sono dure (certo, come ogni paio di scarpe nuove che si rispetti) ma ti piacciono e le porti soffredno all'inizio, ma solo un pochino, perchè già ora il tessuto si adatta alla forma particolare dei miei piedi e pian piano si andranno ammorbidendo.

Mi piacerebbe ringraziare per questo qualcuno in particolare, ma non credo. Quindi ringrazierò la Fortuna, se esiste e me stessa.

Ce, ben fatto.

giovedì 3 maggio 2007

John Washington

E' incredibile il modo con cui questo fotografo riesce a cogliere cose inutili, rifiuti, cose rotte e ormai inservibili.
Come se si potesse recuperare qualcosa di malandato riuscendo a carpirne un senso, il più profondo e a renderlo arte.
Affascinante.
Vi consiglio una visita sul sito di Repubblica. Meritano veramente un clic questi scatti.

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/arte-discariche/arte-discariche.html