Ieri altro giorno di tirocinio: lungo e intenso...tutto orologi e Photoshop!! :)Dopo 9 ore di computer e , naturalmente, dopo aver lasciato i miei occhioni verdi sulla scrivania, mi sono trascinata alla stazione: chiamo Ce (la parigina sarà assente...un esame di Letteratura richiede tempo e dedizione) :) e rimando la "festa" di comply (che avevamo tristemente dimenticato) della Mary a Giovedì. Salgo sul treno emi butto (letteralmente) sul primo sedile libero (e soprattutto pulito) che trovo: mi guardo un po' intorno...
...ovunque I-Pod...grandi, picccoli, coloratissimi o rigorosamente in bianco e nero...appesi al collo, gelosamente custoditi nelle borse, morbosamente stretti in una mano...volume altissimo, occhi socchiusi o spalancati oltre il finestrino, bocche socchiuse o bocche che, soffusamente, cantano...teste immobili, indecise nel dormiveglia, o teste dondolanti e sinuose...
LA GENERAZIONE I-POD
Se mi penso con le cuffiette nelle orecchie, un pensiero vola sempre a mio padre...
1) Rachele il volume!!!!!
2) Rachele sempre questa musica nelle orecchie!!!!
3) Rachele diventerai scema!!! (un po' di ragione l'aveva)
4) Rachele, cavolo, stai studiando: spegni quella musica!!! (3 a fisica e 4 a matematica)
4) Rachele ora basta con questa musica: siamo insieme, parliamo un po'!!!!
In quei momenti "lo odiavo", più tardi ho capito il significato delle sue parole: adesso vivo sempre per la musica e le cuffiette sono sempre al loro posto (cioè nelle mie orecchie), ma quando siamo insieme parlerei per ore intere...inoltre sono più attenta alle persone che mi circondano e privilegio, sempre e comunque, il contatto umano e lo scambio...(rischiando di essere presa per pazza, quando in realtà dovrebbe essere la normalità).
Quando mio padre mi faceva tutti questi "sani rimproveri" eravamo NOI GIOVANI con le cuffiette nelle orecchie, adesso è un fenomeno di massa: in treno sono rimasta senza parole...dal bambino di 4 anni, al cinquantenne in carriera (giacca/cravatta con portatile sulle ginocchia...e datti un po' di pace!!!), per passare dalle giovani studentesse ventenni, fino alla piccola e dolce nonnina settantenne, che, credetemi, contemporaneamente mandava anche sms con il cellulare...
Nessuna madre che parlava amabilmente o discuteva animosamente con i propri figli...
Nessun padre che, come il mio, dispensava sani rimproveri/consigli...
Nessuna ragazza/o che cercava di fare amicizia con il vicino di posto..
Nessuna nonna che si coccolava il proprio nipotino...
Ognuno chiuso nel proprio I-POD...
...io, tristemente allegra, osservavo e pensavo a questo post..
Un pensiero speciale vola a tutti quei papà che in questi tempi così sballati continuano a fare dei "sani rimproveri", rischiando di essere odiati: tranquilli, un giorno sarete amati e apprezzati ancora di più.
Un bacio
Rake
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