venerdì 24 agosto 2007

Finalmente

Sono giorni che sono tornata (lunedì 20) ma ancora non ho scritto nulla della vacanza in Spagna.
Sarà lo stupore per il post della mia dorata Bulgarina e sicuramente sarà anche per il mio povero stomaco che inizia a riprendersi, finalmente.
La vacanza è stata una botta di fortuna. Dopo i problemi organizzativi e di salute che mi hanno fatto perdere la vacanza in Grecia (di cui ho parlato nei precedenti post) sono riuscita a prendere al volo letteralmente l'occasione di andarmene per una settimana nei paesi baschi, a San Sebastian, una delle mete meno rinomate sicuramente della Spagna, ma non meno turistica e trafficata, e soprattutto non meno bella.
E' un panorama strano e quasi contraddittorio.
L'oceano e le montagne,vegetazione mista, case di tipologie diverse convivono nello stesso orizzonte che osservavo dalla spiaggia.
Come nei video che si guardano alla tele sembrava di stare a Rio de Janeiro: spiaggia gigantesca, quasi tutta libera, affollata ma non caotica e snervante come da noi, più su grandi palazzotti, e le montagne: non c'è via di mezzo. Sdraiata con lo sguardo verso l'acqua, vedo i gruppi di surfisti che si riscaldano sulla sabbia per poi rimanere in fila ad osservare il campo da gioco: è ora o non è ora?Quando ci saranno le onde giuste? li ascolti mentre con delle ragazzze si fanno la foto.
Il comune "cheese" (lo scrivo automaticamente come formaggio in inglese ma non so perchè...) viene sostituito da un ben più appropriato "esperando la ola". Aspettando l'onda. Se non ricordo male.
Tanti bambini, nemmeno un venditore ambulante, anzi dico come si dice sempre: nessun marocchino.
Al posto del "Cocco! Cocco bello!" ogni tanto passa un sudaticcio e appesantito con "cervesa y cola fria...bebidas..." ma senza insistenza prosegue...
Ho notato un modo di fare che mi piace tantissimo, che vorrei poter dire "tipico spagnolo" ma non so se è della Spagna o soltanto della zona che ho visto io: c'è una calma e una leggerezza senza confronti.
Nel bar, al "restaurante" o da "San Jeronimo" (ce ne sono diversi nelle calle di San Sebastian, fanno panini e patatine fino a notte fonda): ovunque il cliente viene servito senza fretta, le commesse/cameriere chiacchierano tra di loro, come le infermiere che mi agiravano intorno all'ospedale quando sabato scorso, grazie ai famosi bocadillos con lomo, pimientos y queso ho avuto lo stomaco direi proprio a puttane per una settimana, anche loro insomma, avevano la radio accesa. Da noi all'ospedale non ditemi che mentre vi visitano ascoltano e canticchiano, pronuncia permettendo, "It's raining men!". Lì sì.
E tu non puoi innervosirti, perchè è inutile, devi aspettare e imparare nel frattempo ad essere senza pensieri come loro, altrimenti sarebbe impossibile viverci.
Con l'ansia addosso che ci portavamo dietro come Linus la sua copertina, ci spazientivamo presto, sbuffavamo, le cameriere che intanto ci preparavanoil cappuccino (mai senza cannella) sorridevano davanti al tipico straniero che non ha capito nulla.
Certo loro non fanno nulla per accontentarti. Nemmeno l'inglese è ancora di salvezza. Nessuno lo parla. Ho parlato un misto di spagnolo e italiano spagnoleggiante per una settimana. Pensate a cosa mi sono inventata per descrivere i sintomi al dottore.
"Esta magnana ho vomitato". E lui rideva.
Scene simili anche al bar, alla stazione, all'aeroporto, dove aspettando stanca e malaticcia l'aereo in ritardo, ho fatto ad alta voce a uno steward che parlava solo in spagnolo: "Ma inglish no eh!"
I romani che aspettavano con me il boeing per Ciampino, si sono fatti alemno due risate.
"Ammazza ò...sò quasi razzisti 'sti spagnoli..."..
San Sebastian mi ha ricordato Parigi, o Londra. Non sto scherzando.
Le strade del centro, la parte più nuova è tipicamente metropolitana. Grandi alberi, grandi viali, i palazzi con le ringhiere e le inferiate come a Londra o a Parigi, qualche palazzo però sembrava essere stato catapultato da un paese nordico, freddo e svettante tra gli altri.
Zara imperat. Colosso spagnolo, lo si trova ovunque, e la cosa bella del posto che ho visto è che anche le cosa a basso prezzo, come appunto Zara, non vuol dire che debbano essere di cattivo gusto o truzze, c'è ampia scelta di abiti e accessori anche raffinati e originali, per tutti i gusti e a prezzi abordabilissimi. Non c'è l'estremo come da noi, per cui sei costretto a fare mille giri per riuscire a trovare cose carine senza spendere una follia.
E' tutto a portata di mano, la gente per esempio, anche se sa di non sapere l'inglese, si rende utile lo stesso. Non capisci nulla quando parlano (meno male che il basco è raramente parlato, perchè sarebbe incomprensibile: sembra russo o turco). Ti sorridono quando passi e ti chiedono se ci sono problemi "Que pasa?"o "Que tal?" "Tienes problema?"...Eh, sapessi.....
I ragazzi non sono spavaldi e prepotenti, come da noi.
Un esempio è stata la discoteca.
Badaplan, molto bella, pienda di ragazzi. Non c'è stato uno solo che sia stato sgradevole. Ti rivolgono la parola, si chiacchera ma niente pacche o strusciatine stile discotecaro-italiano-truzzo-affamato. Stai tranquilla, perchè sono loro che sono tranquilli. Non c'è ansia, non c'è fretta.
Tutto ti sembra dire: "C'è ancora un sacco di tempo qui, fermati quanto vuoi, qui non si invecchia, il tempo si ferma.... dai, prolunga la vacanza, rimanda il volo. "Grande tentazione, vero...
C'è il fantasma dell'Eta è vero.
Non nascondo che sì, si gira liberi, ma è meglio non nominarla. Potrebbero prendere sul serio qualsiasi battuta di spirito, teste di cuoio girano abitualmente in giro tra la folla, li vedi vestiti e bardati con passamontagna, caschi e strane armi tipo fucili sempre in posizione di riposo, ma un riposo attento. Diciamo dormi-veglia.
Poi la polizia di quartiere che gironzola con te....in effetti c'è un misto di sicurezza e incertezza. Magari noi ragazze giriamo più tranquille, ma il rischio di finire nei guai, di venire confusi con qualche gruppo terrorista, magari perchè per caso finisci in mezzo a una scazzottata.
Bisogna sempre stare attenti e svegli. Ma come non esserlo, quando si viaggia?
Una cosa che mia ha sconvolto? il fatto che fare la pipì per strada sia uso comune. E non tra ubriachi molesti quindi rare occasioni.
Una madre prende la figlia, le sfila le mutandine proprio in mezzo alla gente, la prende in braccio e la bimba innocente piscia in un tombino.
Così il ragazzino di 12 anni, così il ventenne, così potrebbe farlo mio padre, o mio nonno.
Soprattutto nei vicoletti che caratterizzano San Sebastian nella Parte vieja (vecchia): fuori dai locali, che sono tanti, tutti ragazzi intenti a pisciare ovunque, poi rientrano, ribevono, 4 rista e pass ala paura. In effetti fa abbastanza schifo, ma è comune qui e con stupore ci limitiamo a sorridere o a fare smorfie e a passare oltre...."non ti curar di loro, ma guarda(se proprio ti ci cade l'occhio) e passa". Senza inibizioni. Questo lo si vede pure in spiaggia, e questo almeno mi fa piacere, perchè anche se io non vedo a volte la necessità, comunque mi piace vedere che una cosa così naturale come il seno di una donna, non crei scandalo.
Il topless non è una moda qui, non è un capriccio su cui Lucignolo l'altra sera ha fatto un servizio, non è l'ultimo must lanciato da Alessia Fabiani ex-letterina. Qui è normale almeno quanto pisciare in strada, o buttare le cartacce in terra quando prendi un caffè o pranzi.
Lo fanno anche le nostre nonne. Arrivano, si spogliano e tac. Fatto. Niente reggiseno, niente.
Giudicatelo come vi pare, a me non dà effetto, me ne fa un po' come a chi non c'è abituato, ma già dal secondo giorno avrei voluto farlo pure io. Le invidiavo. Provavo invidia per quel potere, il potere di mostrare il seno per abbronzarti senza commenti cretini, come se mostrassi le gambe in spiaggia: che c'è di strano?
Invece proprio questo mi ha frenata. Lo avrei fatto pure io, ma gli italiani in agguato sono ovunque, quindi immaginate le risatine e le battutine dei nostri connazionali alla vista di quella parte del corpo.
Ripeto: solo per la presenza di italiani non l'ho fatto.
Tra l'altro avrei potuto fregarmene, direte voi, e farlo lo stesso.
Il problema è che noi ragazze del gruppo in vacanza abbiamo ricevuto commenti, i soliti, da turisti italiani, che, idioti poverini, ci hanno scambiate per spagnole.
Non capissi l'italiano potrei benissimo ignorare i loro commenti, ma purtroppo...
Presto posterò anche qualche foto, intanto è questa la mia impressione prima, qualche riga per descrivere un posto magnifico, che merita davvero una capatina.
Ricordate di portare scarpe chiuse (anti-piscio) e ombrello più felpe. Il giorno c'è sole, ma la sera fa molto freddo.
Un consiglio in più: cercate di andare a San Sebastian in questo periodo che ci sono stata io (13-20 agosto) circa, in occasione della festa, la "Semana Grande" con concerti, gruppi del luogo che suonano tutte le sere, fuochi d'artificio e la vita che pulsa per ogni calle. Ricordate di assaggiare i calamares in salsa brava (ma senza esagerare come la sottoscritta), provate i loro alcolici, frutti di strani mix (combinado, calimotxo, di solito coca-cola con whisky/rum/vino rosso).
Ricordate di ringraziare il cielo se avrete due giorni di sole e cielo sereno come noi, perchè per il resto dei giorni c'è stato vento e pioggia, ma anche incappucciati, è affascinante fermarsi a guardare le statue di bronzo esposte al lungomare della spiaggia "Zurriola", mentre più in là le onde gigantesche ti fanno paura, ma a te, non a qualche surfista impavido che cerca la sua occasione perfetta.
Dovete assolutamente andare alla "Concha" l'altra spiaggia di San Sebastian, detta così perchè ha la forma di una conchiglia. Da cartolina.

Mi venissero in mente altri particolari, li aggiungerò in altri post, per ora termino qui.

Hasta luego.

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