domenica 22 luglio 2007

Le risa e i biondi

Le risa in piazza, per la strada, Benigni in piazza dei cavalieri.
Una famiglia di turisti tedeschi, tutti teneramente dello stesso biondo nei capelli, Meglio così alla radio, carina l'ultima degli zeroassoluto. Carina la chitarra di sottofondo, e le parole.
Continuano a ridere fuori, lui è sempre uguale, spontaneo come un bambino, capace come una rockstar, conosce i suoi polli.

"Ci pensi mai... io e te...a dormire....
ricordo ancora la città
E tutto era lì
e ci sentivamo unici
E adesso cosa ci resta, se ricordare non basta."

Plen plen...tara-tira-raaa.....na na naaaa.........



Torna lo speaker, intervista una voce lontana e disturbata.

La famigliola si fa impaziente, mentre la madre spadroneggia sul computer.
E ancora quella fitta. Domani mi toccherà farmi vedere.
La madre ha finito, tutti scomposti per il camminare di un'intera giornata escono dall'internet point, mi scorrono davanti come dal finestrino di un treno.
Il computer segna le 22.25.
Le risa, il silenzio violentato da questi maledetti tasti, ma è impossibile evitarlo.

Giornata lunga, serata corta, pensieri strutturati che mancano, flash da battere subito, sennò sparisce, tutto.


"Un'estate bellissima...." di nuovo lo speaker.


Renga adesso. Intanto mi fermo a pensare (questa frase mi è sempre piaciuta).

Svegliarsi tardi, colazione a pranzo, caffè e poi pasta. Niente sugo. Domani farò la spesa, mancano pure i cereali.
"Cambio direzione...."
Nel pomeriggio pulizia della casa: scopa i pavimenti, il caldo che ti abbraccia, come un amante che non si stanca, unico rimedio una doccia dopo le fatiche da cenerentola (il rimedio della doccia è per il caldo, non per l'amante).
Le camere vuote, spoglie, impersonali, piene di insignificanza, si respira, la polvere è andata via.
Dio la spazzatura. Raccolta differenziata? è indifferente. Scesa di sotto, i cassonetti sono strapieni.
Giretto nel caldo ostinato delle 18.
Mi dirigo nel posto ideale per sopravvivere al caldo facendo qualcosa di rilassante: zara.
Fresco e vestiti. Saldi saldi saldi, ovunque. Ammassati come le piante d'insalata al mercato, ci sono i capi scontati, tutti in disordine, il bello da cercare, il pezzo da scovare.
Un'ora. In camerino. Mi guardo senza interesse svestita e vestita. Commento mentalmente quel difetto, ammiro quella parte invece.
Questo no, questo sì.
Rimetti gli occhiali. Ora sì che ti vedi bene. Le luci bianche ti sformano un po'. Se rimani un po' in silenzio e fai bene attenzione le senti sghignazzare mentre ti si sparano addosso. Luci crudeli.

Ti immagini nella situazione in cui indosserai quel vestito. Sarà davvero così bello? forse con le scarpe adatte, sarà irresistibile. Ma per cosa? per chi? irresistibile per me, che non avrò il coraggio di lasciarlo nell'armadio.
E la gonna?
Chiamo la commessa? no, non mi fido mai di loro.
Comprerò questa, con queste bretelle oscene, che sicuramente toglierò non appena arrivata a casa.

Reparto uomo. Mi diverte.
Mi diverte guardare i ragazzi che fanno spese. Cioè, le loro accompagnatrici, quella in minigonna(la fidanzatina) o coi capelli bianchi o comunque attempata (la madre).
Sperano di capire il segreto che ci rende sicure nel comprare qualcosa.
Accuratezza tutta femminile. Poveri.

Sono dolci mentre le madri gli dicono con tono da maestra "girati!...mmh...no, non mi convince"
Si fanno timidi di fronte allo sguardo materno, si zittiscono. Espressione crucciata.
"Perchè non va, ma'?" e lei, con fare scontato:"Ma no...ti cade male qui. Questo poi già ce l'hai."
Le fidanzate sono peggio: sembrano giocare alle barbie.
Forse l'unica cosa divertente di fare shopping col tuo ragazzo è entrare in camerino con lui. (qui non fate le/i bigotte/i e dite :"Cecilia, ma cosa dici???").
Chi non lo ha mai fatto? o pensato. Dai su (sorrisetto).

Mi metto in fila, il braccio carico di stoffa e prezzi, cartellini e taglie, come un cameriere annoiato aspetto il mio turno.
Il sorriso standardizzato della cassiera, sorriso per la cliente spendacciona (Dio La Salvi è il motto della cassiera quando si imbatte in una di loro) mi accoglie.
"44 e 80cinque".
"Ecco..."(detto piano con le banconote in mano).
Il portafoglio ti guarda con aria di rimprovero. Eddai su, con questa cifra ho preso 3 cose...dai..
Eppoi tutte scelte accuratamente...come il cappellino da uomo scelto nel reparto zarauomo con il commesso che mi guardava interrogatorio..."questa qui conosce alla perfezione le taglie e i gusti del suo boy..guarda come è sicura"avrà pensato.
In effetti, sapevo dove trovarlo, via su, vai e colpisci.
Provato, scelto il colore e la taglia, okkei, questo è perfetto.
Mi scappa il solito pensiero quando sono in un qualsiasi settore uomo:"Perchè queste cose così carine le fanno solo per i ragazzi??"...tormenti di una sorella minore di una ragazzo.
Guardo con adorazione tutte le camicie stupende in fila che mi chiamano: "Ce questa ti starebbe da dio...PROVAMI!!"...lo ammetto: la camicia da uomo è una delle cose che adoro di più, dopo il caffè e le scarpe (a pari livello delle borse) però.
Oggi non faccio in tempo, magari domani.

Lascio il mondo fresco e caldo dei vestiti e delle luci per affrettarmi a prendere la cena. Fare compere azzeccate comporta un dispendio di energie notevole.



A casa, beata solitudine, in pace assaporo l'hamburger, piedi scalzi poggiati sulla sedia davanti, la musica da mtv riempe la stanza, svestita in un mix letale di Lolita-Homer Simpson, capelli raccolti, ventilatore a palla, i giornali sul tavolo accennano ad aprirsi all'avvicinarsi del getto di aria fredda.


Cola ghiaccio mattonelle fredde sotto i piedi buste in un angolo scarpe sparse.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non centra niente ma: aò cecì, fatte trovà su messenger ogni tanto!